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Comuni ricicloni 2012

La manifestazione si è tenuta a Napoli e ha visto 229 comuni premiati per aver superatoil 55% di raccolta differenziata.

Comuni Ricicloni Campania - Le riviste

Approfondimenti

  • Rifiuti Complessi
    Scritto da
    Barche, Roulotte, Aerei, Automobili: giunti a fine vita sono rifiuti complessi da smaltire, di seguito come gestire le imbarcazioni.   ELB-end life boats: progetto per la sostenibilità ambientale, economica, sociale del trattamento dei prodotti complessi giunti a fine vita ELB si riferisce ad una delle maggiori problematiche della società dei…
    Scritto Martedì, 26 Febbraio 2013 11:18 Commenta per primo! Letto 9750 volte
  • MUD 2013
    Scritto da
    E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre 2012 il DPCM 20 dicembre 2012 di approvazione del Modello unico di dichiarazione ambientale per il 2013, modello che dovrà essere utilizzato “per le dichiarazioni da presentare, entro la data prevista dalla legge 25 gennaio 1994, n.70 e cioè entro…
    Scritto Mercoledì, 13 Febbraio 2013 12:04 Commenta per primo! Letto 4828 volte
  • I Comuni Ecocampioni della Campania di Comieco
    Scritto da
    Comieco nel 2007 avvia in Campania "ll Club Comuni Virtuosi", il progetto ha lo scopo di mettere in evidenza quei comuni che hanno buoni risultati in termini di resa sia di qualità che di quantità nella raccolta della carta e del cartone. Dal 2012 il Club diventa "Comuni Ecocampioni"Gli aderenti…
    Scritto Venerdì, 07 Settembre 2012 12:56 Commenta per primo! Letto 3148 volte

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Microambiente

Microambiente

Martedì, 26 Febbraio 2013 11:18

Rifiuti Complessi

Barche, Roulotte, Aerei, Automobili: giunti a fine vita sono rifiuti complessi da smaltire, di seguito come gestire le imbarcazioni.

 

ELB-end life boats: progetto per la sostenibilità ambientale, economica, sociale del trattamento dei prodotti complessi giunti a fine vita

ELB si riferisce ad una delle maggiori problematiche della società dei consumi: Il trattamento post-consumo dei prodotti.
Altri comparti quale quello dell’automotive hanno già affrontato queste tematiche per l’enorme diffusione dei propri prodotti e perché esistono specifiche normative che ne trattano.

I “prodotti complessi”, come una barca, un automobile, una roulotte, un aereo, sono di fatto un problema ma alla luce di nuove diverse modalità d’approccio possono rappresentare una vera e propria risorsa. Con la crisi economica ed ambientale che stiamo vivendo si devono considerare le possibilità offerte dallo stabilire nuovi paradigmi, paradigmi che rendano possibile, anche da questi punti di vista, la realizzazione della Green Economy.

L’aver affrontato, con il nostro approccio, questo specifico tema, ci consente di poter dire che un tipo di prodotto quale un’unità nautica non è particolarmente dissimile da altri, ben più diffusi che utilizzano tecnologie e materiali maggiormente seriali ed industriali.

L’unità nautica si distingue da essi per materiali e tecnologie costruttive. In particolare le unità da diporto, prodotte negli ultimi 50 anni sono per lo più costituite, per la loro parte preponderante da FRP (fiber reinforced plastic).

I relativi processi produttivi ed in particolare quelli di assemblaggio presentano alcuni aspetti particolari.

La particolarità delle plastiche rinforzate innanzitutto: esse possono essere riciclate ben difficilmente. Attualmente per questi “rifiuti” viene utilizzato quasi esclusivamente lo smaltimento in discarica o, più raramente ma fuori d’Italia, la pratica dell’incenerimento.

Solo in Italia, nel 2008, sono state portate a rifiuto, in discarica, più di 300.000 Tonnnellate di FRP. L’altro aspetto, già per altro evidenziato, riguarda la complicazione del disassemblaggio di questi prodotti. La complicazione sta proprio nella caratteristica dei principali materiali costituenti (l’FRP) e nella caratteristica di “monoliticità” che l’unità nautica deve assumere per resistere ai molteplici e diversificati sforzi che deve poter sopportare.

Da nostri studi risulta che il disassemblaggio di una unità di 15 m. rappresenta, in ore di lavoro, circa il 60% delle ore necessarie per la sua costruzione. ELB punta, in funzione di dette considerazioni, allo sviluppo di infrastrutture e sistemi che siano in grado di poter trattare e risolvere quello che rappresenta in prima istanza un costo gravoso per l’utenza, per i produttori, per la società intera.

Alla luce dei nostri studi, senza bisogno di altre specifiche norme, quelle esistenti sui rifiuti appaiono già sufficienti, si potrà utilmente intervenire per trasformare un problema di un certo rilievo in opportunità per la sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Sul nostro territorio esistono le condizioni per sfruttare il vantaggio competitivo, quello relativo allo sfruttamento degli studi, e dei brevetti qui realizzati, per sviluppare attitudini che portino la nostra economia al cambiamento.

ELB-end life boats si propone come progetto/sistema per il trattamento, a fine ciclo vita, dei prodotti complessi. I rifiuti, anche quelli “nobili” della nautica, possono divenire una risorsa per l’intera società, per l’ambiente, per l’economia. Lo sviluppo del progetto su scala territoriale necessita che siano approntati alcuni impianti per i necessari trattamenti di disassemblaggio delle unità ed altri per il trattamento di up-cycling del FRP e EPS.

Si ritiene che su base nazionale possano essere necessari circa 7 impianti per il disassemblaggio e almeno 2 per l’up-cycling. Altro fattore determinante sarà quello dello sviluppo di un mercato di riferimento per i nuovi tecnopolimeri. Stato dell’arte del progetto UCINA- Confindustria Nautica ha nel 2009 stabilito una specifica convenzione con il CNR-dipartimento di progettazione molecolare per l’approfondimento di studi inerenti la tecnologia di riciclo del FRP ed altre diverse applicazioni; La tecnologia di base di riferimento per l’up-cycling è stata individuata in quella sperimentata e derivata dal WSMC (waste sheet moulding compound); essa utilizza in questo caso prevalentemente FRP e EPS. Detta tecnologia è stata brevettata (il brevetto è ormai scaduto) da un gruppo di ricercatori Italiani, in parte appartenenti all’ICTP/CNR di Pozzuoli; La gestione del “prodotto a fine vita” deve essere affrontata attraverso il trattamento di disassemblaggio dei prodotti; uno degli aspetti nodali del progetto ELB è quello della realizzazione di adeguate strutture per detto trattamento.

Tali impianti dovranno preferibilmente essere localizzati sul mare; Il trattamento di trasformazione per up-cycling potrà essere realizzato presso impianti che non necessitano di particolari caratteristiche in quanto detto processo è di natura fisica; Presso l’UNI è stata predisposta una bozza di norma per il trattamento delle unità nautiche e della attrezzature giunte a fine vita; essa ha già superato la fase di inchiesta pubblica; Presso l’UNIPLAST è in discussione una bozza di revisione della UNI 10637-13, materie plastiche da riciclo; Sono stati avviati studi applicati per il “life cycle thinking”, il “Life Cycle Design”, il “design for disassembling”.

arch. Antimo Di Martino Responsabile Ambiente Fiart Spa

Mercoledì, 13 Febbraio 2013 12:04

MUD 2013

E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 302 del 29 dicembre 2012 il DPCM 20 dicembre 2012 di approvazione del Modello unico di dichiarazione ambientale per il 2013, modello che dovrà essere utilizzato “per le dichiarazioni da presentare, entro la data prevista dalla legge 25 gennaio 1994, n.70 e cioè entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento ai rifiuti dell’anno precedente e sino alla piena entrata in operatività del sistema di controllo della tracciabilità dei Rifiuti (sistri)”. (ndr: il sistri è costato già 500 milioni senza nessun servizio)
Il vecchio modello di dichiarazione, allegato al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2011, è quindi sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al citato decreto.
Il provvedimento contiene il modello e le istruzioni per la presentazione delle Comunicazioni da parte dei soggetti interessati che sono così individuati:
1.    Comunicazione Rifiuti speciali

  • Chiunque effettua a titolo professionale attività di raccolta e trasporto di rifiuti;
  • Commercianti ed intermediari di rifiuti senza detenzione;
  • Imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero e smaltimento dei   rifiuti;
  • Imprese ed enti produttori iniziali di rifiuti pericolosi;
  • Imprese agricole che producono rifiuti pericolosi con un volume di affari annuo superiore a Euro 8.000,00;
  • Imprese ed enti produttori che hanno più di dieci dipendenti e sono produttori iniziali di rifiuti non pericolosi derivanti da lavorazioni industriali, da lavorazioni artigianali e da attività di recupero e smaltimento di rifiuti, fanghi prodotti dalla potabilizzazione e da altri trattamenti delle acque e dalla depurazione delle acque reflue e da abbattimento dei fumi (così come previsto dall'articolo 184 comma 3 lettere c), d) e g)).

2.    Comunicazione Veicoli Fuori Uso

  • Soggetti che effettuano le attività di trattamento dei veicoli fuori uso e dei relativi componenti e materiali.

3.    Comunicazione Imballaggi

  • CONAI o altri soggetti di cui all'articolo 221, comma 3, lettere a) e c).

4.    Comunicazione Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche

  • soggetti coinvolti nel ciclo di gestione dei RAEE rientranti nel campo di applicazione del D.Lgs. 151/2005.

5. Comunicazione Rifiuti Urbani, Assimilati e raccolti in convenzione

  • soggetti istituzionali responsabili del servizio di gestione integrata dei rifiuti urbani e assimilati.

6.    Comunicazione Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

  • produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche iscritti al Registro Nazionale e Sistemi Collettivi di Finanziamento.


Presidenza del Consiglio dei Ministri
DPCM 20 dicembre 2012
(So n. 213 alla G.U. 29 dicembre 2012 n. 302)
Approvazione del modello unico di dichiarazione ambientale per l'anno 2013

Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Vista la legge 25 gennaio 1994, n. 70, pubblicata nella Gazzetta ufficiale 31 gennaio 1994, n. 24, recante norme per la semplificazione degli adempimenti in materia ambientale, sanitaria e di sicurezza pubblica, nonché per l'attuazione del sistema di ecogestione e di audit ambientale;
Visto l'articolo 6, comma 1 della citata legge 25 gennaio 1994, n. 70, secondo cui, in attesa dell'emanazione del Dpr di cui all'articolo 1, comma 1 della medesima legge, il modello unico di dichiarazione è adottato con riferimento agli obblighi di dichiarazione, di comunicazione, di denuncia o di notificazione previsti dalle leggi, dai decreti e dalle relative norme di attuazione di cui alla tabella A allegata alla medesima legge;
Visto l'articolo 1, comma 2 della medesima legge n. 70 del 1994, che prevede che il modello unico di dichiarazione è adottato con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri;
Visto il comma 3 del medesimo l'articolo 1 della legge n.70 del 1994, secondo il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri dispone, con proprio decreto, gli aggiornamenti del modello unico di dichiarazione;
Visto, altresì, l'articolo 2 della predetta legge n. 70 del 1994, che prevede che il modello unico di dichiarazione è presentato alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio, la quale provvede a trasmetterlo alle diverse Amministrazioni per le parti di rispettiva competenza, nonché all'Unioncamere;
Viste le disposizioni del decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 20 febbraio 1993, n. 42, in materia di sistemi informativi automatizzati delle Amministrazioni pubbliche ed, in particolare, l'articolo 3 di detto decreto, che prevede la predisposizione, di norma, degli atti amministrativi tramite sistemi informativi automatizzati, nonché la determinazione delle cautele necessarie per la validità delle connesse operazioni di immissione, riproduzione e trasmissione di dati e documenti e l'individuazione delle relative responsabilità;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 20 febbraio 2001, n. 42, recante il Testo unico delle disposizioni in materia di documentazione amministrativa;
Visto il decreto legislativo 23 gennaio 2002, n. 10 pubblicato nella Gazzetta ufficiale 15 febbraio 2002, n. 39, di attuazione della direttiva 1999/93/Ce per la firma elettronica;
Visto il decreto legislativo 24 giugno 2003, n. 209, pubblicato nella Gazzetta ufficiale 7 agosto 2003, n. 182, concernente l'attuazione della direttiva 2000/53/Ce relativa ai veicoli fuori uso;
Visto il decreto legislativo 25 luglio 2005, n. 151, che reca "Attuazione della direttiva 2002/95/Ce, della direttiva 2002/96/Ce e della direttiva 2003/108/Ce, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti" pubblicato nella Gazzetta ufficiale 29 luglio 2005, n. 175;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195, che reca "Attuazione della direttiva 2003/4/Ce sull'accesso del pubblico all'informazione ambientale" pubblicato nella Gazzetta ufficiale 23 settembre 2005, n. 222;
Visto il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante "Norme in materia ambientale", e successive modifiche ed integrazioni, ed in particolare l'articolo 189;
Considerato che le modifiche all'articolo 189 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, apportate dal decreto legislativo 3 dicembre 2010 n. 205, entreranno in vigore con la piena operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) ai sensi dell'articolo 16, comma 2, del decreto legislativo da ultimo richiamato;
Visto infatti l'articolo 52, comma 1, Dl 22 giugno 2012, n. 83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134, che ha previsto che "Allo scopo di procedere, ai sensi degli articoli 21-bis, 21-ter, 21-quater, e 21-quinquies della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche ed integrazioni, alle ulteriori verifiche amministrative e funzionali del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) di cui all'articolo 188-bis, comma 1, lettera a) del decreto legislativo n. 152 del 2006 resesi necessarie anche a seguito delle attività poste in essere ai sensi dell'articolo 6, comma 2, del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito con modificazioni in legge 14 settembre 2011, n. 148 (126) e successive modifiche ed integrazioni, il termine di entrata in operatività del Sistema Sistri, già fissato dall'articolo 12, comma 2 del decreto ministeriale 17 dicembre 2009 e prorogato, da ultimo, con l'articolo 6, comma 2, del già richiamato decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138 e con l'articolo 13, commi 3 e 3-bis del decreto-legge 29 dicembre 2011, n. 216, è sospeso fino al compimento delle anzidette verifiche e comunque non oltre il 30 giugno 2013, unitamente ad ogni adempimento informatico relativo al Sistri da parte dei soggetti di cui all'articolo 188-ter del decreto legislativo n. 152/2006, fermo restando, in ogni caso, che essi rimangono comunque tenuti agli adempimenti di cui agli articoli 190 e 193 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 ed all'osservanza della relativa disciplina, anche sanzionatoria, vigente antecedentemente all'entrata in vigore del decreto legislativo del 3 dicembre 2010, n. 205.";
Visti in particolare i commi 3, 4 e 5 del citato articolo 189, relativi l'obbligo di comunicazione delle quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti per i soggetti ivi indicati con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70;
Visto l'articolo 220 del citato decreto legislativo n. 152 del 2006, che prevede altresì l'obbligo di comunicazione in capo al Conai, con le modalità previste dalla legge 25 gennaio 1994, n. 70, dei dati relativi al quantitativo degli imballaggi per ciascun materiale e per tipo di imballaggio immesso sul mercato, nonché, per ciascun materiale, la quantità degli imballaggi riutilizzati e dei rifiuti di imballaggio riciclati e recuperati provenienti dal mercato nazionale;
Considerato che alcune sezioni del modello unico di dichiarazione ambientale, di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 27 aprile 2010, sono state abrogate dall'articolo 264-bis del decreto legislativo n. 152 del 2006, introdotto dal comma 1 dell'articolo 37 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 23 dicembre 2011, pubblicato nel Supplemento ordinario, n. 283 alla Gazzetta ufficiale — Serie generale — n. 303 del 30 dicembre 2011, con il quale è stato adottato il vigente modello unico di dichiarazione ambientale, abrogato con il presente decreto;
Considerata la necessità di adottare un modello di dichiarazione ambientale (Mud) che consenta di acquisire i dati relativi ai rifiuti da tutte le categorie di operatori indicate dal citato articolo 189 del decreto legislativo n. 152 del 2006;
Acquisiti gli avvisi favorevoli del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, del Ministero dello sviluppo economico, del Ministero della salute e del Ministero dell'interno;


Decreta:

Articolo 1
1. Il modello di dichiarazione, allegato al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 23 dicembre 2011, è sostituito dal modello e dalle istruzioni allegati al presente decreto.
2. Il modello di cui al presente decreto sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare, entro la data prevista dalla legge 25 gennaio 1970, n. 70 e cioè entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all'anno precedente e sino alla piena entrata in operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri).
Articolo 2
1. L'accesso alle informazioni è disciplinato dal decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 195.
Allegato 1
Articolazione del modello unico di dichiarazione ambientale (Mud)
Allegati 2-3-4-5-6
L’emanazione del nuovo Modello Unico di Dichiarazione Ambientale si è resa necessaria stante la sospensione del Sistri e al fine di consentire la presentazione della dichiarazione da parte di tutti i soggetti individuati dall’articolo 189 del D.Lgs. 152/2006, compresi i trasportatori e gli intermediari/commercianti di rifiuti senza detenzione, che negli ultimi due anni erano stati esonerati.
Il DPCM 20 dicembre 2012 ha modificato profondamente il MUD, sia in merito alle informazioni da comunicare, più numerose e dettagliate, sia per quanto riguarda la modalità di trasmissione: la trasmissione del MUD dovrà essere effettuata esclusivamente per via telematica, ad eccezione dei soggetti che producono, nella propria unità locale, non più di 7 rifiuti, e per ogni rifiuto, utilizzano non più di 3 trasportatori e 3 destinatari e dei Comuni, Consorzi ecc..
Inoltre il DPCM introduce l’obbligo di comunicazione annuale da parte dei Gestori di RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche)
I tracciati record e il software per la compilazione predisposto da Unioncamere saranno resi disponibili sui siti Internet del Ministero dello Sviluppo Economico (http://www.sviluppoeconomico.gov.it), Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (http://www.minambiente.it), dell’ISPRA (Istituto Superiore per la protezione e la ricerca ambientale) (http://www.isprambiente.gov.it), dell’Unioncamere (http://www.unioncamere.it), di Infocamere (http://www.infocamere.it) e di Ecocerved (http://www.ecocerved.it).


Venerdì, 07 Settembre 2012 12:56

I Comuni Ecocampioni della Campania di Comieco

Comieco nel 2007 avvia in Campania "ll Club Comuni Virtuosi", il progetto ha lo scopo di mettere in evidenza quei comuni che hanno buoni risultati in termini di resa sia di qualità che di quantità nella raccolta della carta e del cartone. Dal 2012 il Club diventa "Comuni Ecocampioni"

Gli aderenti al club possono avvalersi dei preziosi consigli ottenuti nei vari incontri organizzati allo scopo di migliorare la propria raccolta e ottenere maggiori introiti da questa attività.

Quali sono i vincoli per l'ingresso?

1. Percentuale minima di raccolta differenziata maggiore 45%.
2. Raccogliere separatamente i materiali provenienti da utenze domestiche (congiunta 20.01.01) o da utenze commerciali (selettiva 15.01.01).
3. Impurtità molto bassa (rientrare nella 1° fascia per i due materiali 3% e 1.5%).
4. Raccogliere almeno 20 kg di congiunta (20.01.01) per ogni abitante su base annua.

Elenco dei Comuni ECOCAMPIONI CAMPANIA

1) Anacapri NA
2) Angri SA
3) Arzano NA
4) Bacoli NA
5) Baronissi SA
6) Bellizzi SA
7) Benevento BN
8) Calvi BN
9) Capri NA
10) Casal Velino SA
11) Casoria NA
12) Castel San Giorgio SA
13) Castelnuovo Cilento SA
14) Cava de' Tirreni SA
15) Cetara SA
16) Corbara SA
17) Crispano NA
18) Domicella AV
19) Felitto SA
20) Fisciano SA
21) Giffoni Sei Casali SA
22) Grumo Nevano NA
23) Lacedonia AV
24) Lettere NA
25) Massa Lubrense NA
26) Mercato San Severino SA
27) Meta NA
28) Moiano BN
29) Monte di Procida NA
30) Montecorvino Pugliano SA
31) Montoro Inferiore AV
32) Nocera Superiore SA
33) Paduli BN
34) Pellezzano SA
35) Piano di Sorrento NA
36) Pollica SA
37) Portici NA
38) Praiano SA
39) San Sebastiano NA
40) San Valentino Torio SA
41) Sant'Agnello NA
42) Sant'Angelo a Cupolo BN
43) Sant'Egidio Del Monte Albino SA
44) Santa Maria la Carità NA
45) Sorrento NA
46) Striano NA
47) Torre Orsaia SA
48) Venticano AV
49) Vico Equense NA


1    Anacapri    NA
2    Angri    SA
3    Arzano    NA
4    Bacoli    NA
5    Baronissi    SA
6    Bellizzi    SA
7    Benevento    BN
8    Calvi    BN
9    Capri    NA
10    Casal Velino    SA
11    Casoria    NA
12    Castel San Giorgio    SA
13    Castelnuovo Cilento    SA
14    Cava de' Tirreni    SA
15    Cetara    SA
16    Corbara    SA
17    Crispano    NA
18    Domicella    AV
19    Felitto    SA
20    Fisciano    SA
21    Giffoni Sei Casali    SA
22    Grumo Nevano    NA
23    Lacedonia    AV
24    Lettere    NA
25    Massa Lubrense    NA
26    Mercato San Severino    SA
27    Meta    NA
28    Moiano    BN
29    Monte di Procida    NA
30    Montecorvino Pugliano    SA
31    Montoro Inferiore    AV
32    Nocera Superiore    SA
33    Paduli    BN
34    Pellezzano    SA
35    Piano di Sorrento    NA
36    Pollica    SA
37    Portici    NA
38    Praiano    SA
39    San Sebastiano    NA
40    San Valentino Torio    SA
41    Sant'Agnello    NA
42    Sant'Angelo a Cupolo    BN
43    Sant'Egidio Del Monte Albino    SA
44    Santa Maria la Carità    NA
45    Sorrento    NA
46    Striano    NA
47    Torre Orsaia    SA
48    Venticano    AV
49    Vico Equense    NA

Sistema di Monitoraggio e metodo standard di certificazione delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani della Regione Campania Revoca DGR 143 del 12 Aprile 2011 - Modifica della DGR 638 del 3 Aprile 2009

Introduzione
Il Settore 03 Monitoraggio, Informazione e Valutazione dell’A.G.C. 21 Programmazione e Gestione Rifiuti ha tra i propri compiti il monitoraggio dei dati dei rifiuti urbani (RU) della Regione Campania. Il monitoraggio si esplica attraverso il Sistema Informativo Osservatorio Regionale Rifiuti (O.R.R.) istituito dalla L.R. 4 /2007, il cui funzionamento è stabilito dalla D.G.R. 638/2009.
Al fine di adeguare la procedura di calcolo della percentuale di raccolta differenziata alla nuova definizione contenuta nella direttiva 2008/98/CE, recepita a livello nazionale nel testo unico ambientale con il decreto legislativo 205/2010, vengono descritti il sistema di monitoraggio dei dati dei rifiuti urbani ed il metodo standard di certificazione della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani.

 

1. Definizioni di riferimento
Per quanto riguarda le definizioni e la classificazione dei rifiuti, si fa riferimento alla normativa comunitaria e nazionale in materia. Si intendono recepite integralmente le definizioni di cui agli artt. 183 e 184 della parte quarta del decreto legislativo 152/2006.
Di seguito si precisano alcune definizioni al fine di facilitare la lettura del documento.

a. Rifiuti Urbani (RU)

Ai sensi dell’art. 184 del D. Lgs. n. 152/06 e s.m.i. sono Rifiuti Urbani: i rifiuti domestici, anche ingombranti, provenienti da locali e luoghi adibiti ad uso di civile abitazione;
i rifiuti non pericolosi provenienti da locali e luoghi adibiti ad usi diversi da quelli di cui alla lettera a), assimilati ai rifiuti urbani per qualità e quantità, ai sensi dell'articolo 198, comma 2, lettera g);
i rifiuti provenienti dallo spazzamento delle strade;
i rifiuti di qualunque natura o provenienza, giacenti sulle strade ed aree pubbliche sulle strade ed aree private comunque soggette ad uso pubblico o sulle spiagge marittime e lacuali e sulle rive dei corsi d'acqua;
i rifiuti vegetali provenienti da aree verdi, quali giardini, parchi e aree cimiteriali;
i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale diversi da quelli di cui alle lettere b), e).

b. Rifiuti urbani assimilati

I rifiuti di provenienza da attività produttive che il Comune provvede ad assimilare ai rifiuti urbani, per qualità e quantità, tramite regolamento comunale, adottato ai sensi del D. Lgs. 152/06 e s.m.i., art. 198, comma 2, secondo i criteri di cui all'articolo 195, comma 2, lettera e), ferme restando le definizioni di cui all'articolo 184, comma 2, lettere c) e d).
Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle aree produttive, compresi i magazzini di materie prime e di prodotti finiti, salvo i rifiuti prodotti negli uffici, nelle mense, negli spacci, nei bar e nei locali al servizio dei lavoratori o comunque aperti al pubblico; allo stesso modo, non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti che si formano nelle strutture di vendita con superficie due volte superiore ai limiti di cui all’articolo 4, comma 1, lettera d), del decreto legislativo n. 114 del 1998 (superfici di vendita superiori a 450 mq nei Comuni con meno di 10.000 abitanti e 750 mq nei Comuni con più di 10.000 abitanti).
Non sono assimilabili ai rifiuti urbani i rifiuti speciali pericolosi.

c. Raccolta differenziata

L’art. 183, comma 1, lettera p) del decreto legislativo 152/2006 definisce la raccolta differenziata come “la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico”, ciò permette di individuare le tipologie di rifiuti che possono essere contabilizzate nel calcolo della raccolta differenziata, ampliandone il concetto a tutti i flussi di rifiuti tenuti separati per favorire il corretto trattamento.

d. Raccolta monomateriale

La raccolta monomateriale è la modalità di raccolta che mira ad intercettare le singole frazioni di rifiuto in flussi distinti. In particolare la raccolta monomateriale si applica a materiali recuperabili costituiti da vetro, metalli, plastica, carta e cartone, legno e materiali tessili, compresi gli imballaggi.

e. Raccolta multimateriale

E’ la modalità di raccolta differenziata che prevede il conferimento in un unico contenitore di diverse frazioni merceologiche che successivamente saranno sottoposte ad una separazione prima dell’invio a recupero. Per prassi consolidata il rifiuto ottenuto con questo tipo di raccolta si classifica con il CER 150106 - imballaggi in materiali misti. Tale tipo di raccolta deve riguardare imballaggi puliti e secchi costituiti da 2 o più dei seguenti materiali: alluminio, banda stagnata, carta, cartone, espansi, legno, plastica, sacchetti di plastica, poli-accoppiato e vetro.

f. Rifiuti ingombranti

Per rifiuti ingombranti si intendono i rifiuti di provenienza domestica e non domestica (questi ultimi sulla base delle indicazioni del regolamento di gestione dei rifiuti urbani) costituiti prevalentemente da mobili, materassi ed arredi in genere, elettrodomestici non normati dal decreto legislativo 151/2005, attrezzi sportivi e sono caratterizzati da dimensioni tali da non poter essere conferiti al servizio di raccolta ordinario.

g. Rifiuti da costruzioni e demolizioni

Per rifiuti da costruzione e demolizioni, ai fini del calcolo della percentuale di raccolta differenziata, si considerano i rifiuti derivanti da attività di manutenzione e di ristrutturazione effettuate presso civili abitazioni. Il decreto ministeriale 8 aprile 2008, che regola la realizzazione e la gestione dei centri di raccolta comunali, consente la possibilità di conferire presso i centri di raccolta tali tipologie di rifiuti che, seppur non strettamente afferenti ai rifiuti urbani, possono sporadicamente derivare da attività
domestiche.

h. Pneumatici fuori uso

Il decreto ministeriale 8 aprile 2008 consente il conferimento di tale tipologia di rifiuto presso i centri di raccolta, anche se gli pneumatici fuori uso non sono strettamente classificati come rifiuti urbani, ma possono derivare da attività svolte autonomamente dai cittadini.

i. Rifiuti da spazzamento

Rifiuti derivanti dall’attività di pulizia e spazzamento di strade e aree pubbliche, strade e aree private comunque soggette a uso pubblico (D. Lgs. 152/06 e s.m.i., art. 184, comma 1, lett. d).

j. Rifiuto indifferenziato

I rifiuti indifferenziati sono costituiti dalla frazione residua ovvero, in generale, da tutto ciò che non può essere conferito nelle raccolte differenziate e che per tale motivo deve essere avviato ad operazioni di incenerimento e/o smaltimento in discarica, previo eventuale pretrattamento.

k. Autocompostaggio

Il compostaggio è un processo naturale che trasforma gli scarti vegetali e la frazione umida dei rifiuti in compost da utilizzare come ammendante per l’agricoltura o il giardinaggio. Applicato a livello domestico il compostaggio è definito autocompostaggio. I rifiuti che si possono compostare sono scarti di cucina, quali avanzi di frutta, verdura, carne, pesce, fondi del caffé, gusci d'uovo, piccole ossa e scarti della manutenzione delle aree verdi domestiche, come ad esempio fogliame, fiori, sfalci erbosi, ramaglie di potatura. Il compostaggio può essere effettuato utilizzando compostiera o casse di compostaggio, cumuli o concimaie di proprietà o in comodato.

l. Raccolte selettive

Sono oggetto di raccolta selettiva i rifiuti urbani che, pur avendo una origine domestica, contengono sostanze pericolose e che per tale motivo devono essere gestiti diversamente dal flusso dei rifiuti urbani indifferenziati. Spesso si tratta di oggetti di uso comune che, una volta terminato il loro ciclo di vita, rappresentano un pericolo per la salute umana e per l’ambiente.
Questa tipologia di rifiuti comprende generalmente:
- pile e batterie a secco,
- accumulatori per auto e autoveicoli,
- cartucce per stampanti (getto d’inchiostro, toner, o altro)
- farmaci scaduti,
- prodotti e relativi contenitori etichettati T (tossici) o F (infiammabili),
- vernici, pitture, colori, coloranti, inchiostri,
- smacchiatori e solventi,
- prodotti fotografici,
- prodotti contenenti mercurio,
- olio minerale per autotrazione e filtri dell’olio,
- olio vegetale esausto.

m. Percentuale di raccolta differenziata

La percentuale di rifiuti raccolti in maniera differenziata viene calcolata come rapporto percentuale tra la sommatoria dei rifiuti Raccolti in modo Differenziato (RD) e il Totale dei Rifiuti urbani prodotti (RT), utilizzando i criteri di calcolo specificati nel presente documento.


...................................................RD
% di Raccolta Differenziata = --------     X 100
...................................................RT

 

2. Il sistema di monitoraggio

Il flusso dei dati delle movimentazioni dei RU gestito attraverso il Formulario Identificativo del Rifiuto o la Bolla ecologica (documento di trasporto) avviene come di seguito:

a. Il Comune, in qualità di produttore dei RU, o il soggetto che effettua il trasporto, emette, ai sensi dell’art. 2 del Decreto Ministeriale 1 aprile 1998 n. 145, per ogni trasporto di rifiuto, il documento di trasporto in quattro copie, compilato, datato e firmato dal Comune e controfirmato dal trasportatore: la prima copia rimane al Comune, quale produttore del rifiuto, mentre le restanti tre vengono consegnate al trasportatore del rifiuto; nel caso in cui il sistema di trasporto dei rifiuti venga effettuato con lo stesso automezzo per più Comuni, ogni Comune emette il documento di trasporto di propria competenza;

b. Il trasportatore, al conferimento del rifiuto, consegna la 2a, 3a e la 4a copia del documento di trasporto all’impianto di destinazione;

c. L’impianto di destinazione completa tali copie del documento di trasporto, inserendo i dati mancanti nella sezione di propria competenza; trattiene la 3a copia e consegna la 2a e la 4a copia al trasportatore;

d. Il trasportatore, entro 3 mesi dal conferimento del rifiuto, invia la 4a copia al Comune;

e. Il flusso si conclude al ricevimento della 4a copia del documento di trasporto;

f. il trasportatore, con cadenza mensile, invia al Settore 03 Monitoraggio, Informazione e Valutazione (Settore competente), attraverso apposita pagina di autenticazione del portale dell’O.R.R., il file di testo di cui all’allegato tecnico della D.G.R. 638 del 3 aprile 2009, contenente dati relativi alle seconde copie dei documenti di trasporto raggruppati per mese;

g. l’impianto di destinazione, con cadenza mensile e con le stesse modalità di cui al punto precedente, invia al Settore competente i dati relativi alle terze copie dei documenti di trasporto, raggruppati per mese;

h. i Sindaci dei comuni sono obbligati a nominare un funzionario responsabile che attraverso la sezione dedicata del sistema informativo dell’Osservatorio Provinciale Rifiuti (O.P.R.) di competenza, registra la 1a copia del documento di trasporto al momento dell’emissione;

i. analogamente il funzionario responsabile di cui sopra, quando in possesso della 4a copia, la registra nella banca dati dell’O.P.R.;

j. i sistemi informativi di ciascun O.P.R., con cadenza mensile, inviano al sistema informativo dell’O.R.R., attraverso una procedura automatica e senza alcuna elaborazione, i dati registrati nelle proprie banche dati relativi alla 1a e alla 4a copia dei documenti di trasporto;

k. il sistema informativo dell’O.R.R., automaticamente, provvederà alla memorizzazione dei dati ricevuti nella propria banca dati;

l. i Sindaci dei comuni sono obbligati, entro il 31 marzo, a comunicare agli O.P.R. di competenza l’avvenuta conclusione della trasmissione dei dati relativi alla prima ed alla quarta copia dei documenti di trasporto.

Ai fini del riconoscimento dei quantitativi di rifiuti urbani dichiarati dal Comune devono essere verificati i seguenti requisiti:

a. devono essere classificati come rifiuti urbani (D. Lgs. 152/06, art 184, comma 2), in conformità alla classificazione dei rifiuti di cui alla decisione della Commissione Europea 2000/532/CE e successive modifiche ed integrazioni, tramite attribuzione di uno dei codici CER, o come rifiuti assimilabili agli urbani in base ad una esplicita previsione del regolamento comunale adottato ai sensi del articolo 198, comma 2, del D. Lgs 152/2006 e s.m.i.;

b. devono essere raccolti direttamente dai Comuni, dal gestore del servizio pubblico oppure tramite ditta convenzionata con il gestore stesso;

c. devono rientrare nel regime di tariffazione/tassazione previsto per i rifiuti urbani;


Nel caso in cui il servizio sia gestito da Ente diverso dal Comune, sono condizioni necessarie ai fini della validazione della raccolta dei dati:

a. la presenza di convenzione/contratto di appalto ecc, stipulato ai sensi della legge, in cui si specifica che il servizio viene effettuato per conto del Comune;

b. documentazione contabile dalla quale risultino i quantitativi effettivamente raccolti e la provenienza;

c. le frazioni raccolte devono derivare da superfici soggette a TARSU o TIA e dalle aree di cui alle lettere “d” ed “e” dell’art. 184, comma 2, del D. Lgs. 152/06 e s.m.i.


La percentuale di raccolta differenziata raggiunta a livello comunale è calcolata annualmente dall’Osservatorio Regionale dei Rifiuti istituito dalla L.R. 4/2007 e s.m.i. presso il Settore 3 Monitoraggio, Informazione e Valutazione dell’A.G.C. 21 Programmazione e Gestione Rifiuti (Settore competente), secondo il metodo di seguito riportato e sulla base dei dati resi disponibili dai Comuni tramite i sistemi informativi in uso presso gli Osservatori Provinciali della Campania, ad eccezione dei dati relativi all’autocompostaggio trasmessi direttamente dai Comuni all’O.R.R. Il Settore competente entro il 30 aprile provvede alla certificazione di tutti i dati dei rifiuti
prodotti dal 01 gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente. La percentuale derivata di raccolta differenziata è adottata per la determinazione delle penalità e premialità da applicarsi fino alla certificazione delle nuove percentuali. Inoltre, strutturando report e grafici, il Settore competente provvede all’aggiornamento mensile
della sezione statistica del portale O.R.R.
Fermo restando l’obbligo di trasmissione mensile dei dati, al fine della certificazione annuale, i Comuni sono tenuti ad inviare la quarta copia del documento di trasporto entro e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo a quello di riferimento; successivamente a tale data si procede alla certificazione ed eventualmente all’applicazione delle penalità previste dall'art. 1 comma 6 del D.L. 196/2010, convertito con modificazioni dalla L. 1/2011.
I Comuni sono tenuti a raccogliere e conservare tutta la documentazione comprovante l’avvio e l’effettivo recupero dei materiali raccolti (bolle, fatture, pesature od altra documentazione giustificativa), nonché a fornirla in copia conforme all’originale dietro motivata richiesta da parte del Settore competente che:

a. attraverso la specifiche sezioni del Sistema ORR, riceve dai Comuni la prima e la quarta copia del documento di trasporto, nonché i dati relativi all’Autocompostaggio;
b. attraverso le campagne di verifica stabilisce le reali percentuali di scarto per CER e per piattaforme da applicare ai conferimenti dei Comuni;
c. attraverso l’incrocio dei dati MUD, e/o le dichiarazioni SISTRI, e/o le terze e/o le quarte copie dei documenti di trasporto, valida i dati e certifica le percentuali di Raccolta Differenziata raggiunte dai singoli Comuni. Ciò anche al fine dell’applicazione delle penalità previste dall'art. 1 comma 6 del D.L. 196/2010, convertito con modificazioni dalla L. 1/2011;
d. estrae dal Sistema Informativo O.R.R. dati aggregati e predispone grafici e indicatori utili al monitoraggio dei rifiuti.

 

3. Formazione della frazione Raccolta Differenziata (RD)
Al fine della corretta applicazione del metodo standard per il calcolo della raccolta differenziata devono essere conteggiate tra i rifiuti raccolti in modo differenziato, effettivamente avviati al recupero-riciclo ed al netto degli scarti, le seguenti tipologie di rifiuti:

a. le raccolte monomateriale generalmente classificate con i codici CER 20xxxx, 1501xx effettivamente avviate ad operazioni di recupero.

b. la raccolta multimateriale (CER 150106) effettivamente destinata al recupero di materia al netto degli scarti e dei sovvalli stimati al 30%. L’ORR, in collaborazione con la Sezione Regionale del Catasto Rifiuti e/o con il CONAI può realizzare campagne di verifica che, attraverso l’analisi dei dati MUD o della dichiarazione SISTRI delle piattaforme, stabiliscano per ciascuna piattaforma di selezione la percentuale di scarto derivante dalla selezione del multimateriale da attribuire, anche in percentuale superiore al 30%, ai quantitativi del CER 150106 conferito dai Comuni. I Comuni, in possesso di analisi merceologiche eventualmente effettuate sul proprio multimateriale prodotto, potranno presentare all’ORR, entro e non oltre il 31 marzo, una istanza corredata da adeguata documentazione tecnica finalizzata all’applicazione di una percentuale di scarto inferiore.

c. i rifiuti ingombranti classificati con il codice CER 200307 effettivamente avviati ad operazioni di recupero;

d. l’autocompostaggio, ovvero i rifiuti organici umidi oggetto di compostaggio domestico.

e. i rifiuti da spazzamento stradale (CER 200303) effettivamente destinati al recupero di materia al netto degli scarti e dei sovvalli stimati al 30%. L’ORR, in collaborazione con la Sezione Regionale del Catasto Rifiuti può realizzare campagne di verifica che, attraverso l’analisi dei dati MUD o della dichiarazione SISTRI delle piattaforme, stabiliscano per ciascuna piattaforma di selezione la percentuale di scarto derivante dalla selezione del rifiuto da spazzamento stradale da attribuire, anche se in percentuale superiore al 30%, ai quantitativi del CER 200303 conferito dai Comuni. I Comuni, in possesso di analisi merceologiche eventualmente effettuate sul proprio multimateriale prodotto, potranno presentare all’ORR, entro e non oltre il 31 marzo, una istanza corredata da adeguata documentazione tecnica finalizzata all’applicazione di una percentuale di scarto inferiore.

f. le raccolte selettive di farmaci, pile e altri rifiuti pericolosi di provenienza domestica destinati al recupero e/o avviati allo smaltimento presso impianti autorizzati ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i., sono computate nel valore complessivo della raccolta differenziata, come di seguito specificato:

f.1 le batterie ed accumulatori esausti, qualora vengano raccolti in modo differenziato dal servizio di gestione integrata dei rifiuti del Comune e siano classificati con i codici 160601, 160602, 160603, sono aggiunti interamente nella voce RD;

f.2 i toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 080317, gli scarti di olio motore; gli oli per ingranaggi, gli oli lubrificanti, i filtri per l’olio, i componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 160215* limitatamente ai toner e cartucce di stampa, i gas in contenitori a pressione (limitatamente ad estintori ed aerosol), i rifiuti prodotti dalla pulizia di camini, nonché gli pneumatici fuori uso, quando sono rispettati i seguenti criteri:

f.2.1. il rifiuto è prodotto dall’utenza domestica e non da attività artigianali/industriali;

f.2.2. la raccolta di tali rifiuti è espressamente prevista nel regolamento comunale;

f.2.3. il rifiuto è conferito presso i Centri di Raccolta Comunali, presidiati ed allestiti per il raggruppamento delle varie frazioni omogenee di rifiuti urbani conferite dalle utenze domestiche, realizzati e gestiti ai sensi del DM Ambiente 08 aprile 2008 recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183, comma 1, lettera cc) del D. Lgs. 152/2006”;

f.2.4. il rifiuto conferito presso la stazione ecologica viene registrato su un registro cartaceo e/o informatizzato, che deve essere reso accessibile per eventuali controlli, dal quale si deve evincere: il nome, il cognome, l’indirizzo e il Comune di residenza del soggetto conferente, la quantità depositata;

f.2.5. il rifiuto è avviato ad impianti autorizzati ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i.. sono aggiunti interamente nella voce RD, ad eccezione degli pneumatici (CER 160103) che sono aggiunti per una quantità massima di 5 kg per abitante per anno. La quantità eccedente è esclusa dal calcolo della percentuale di R.D. solo se avviata a recupero.

f.3 i rifiuti da costruzione e demolizione classificati con i codici CER 170904 e 170107, qualora vengano rispettati i seguenti requisiti:

f.3.1 il rifiuto è prodotto dall’utenza domestica e non da attività artigianali/industriali;

f.3.2 la raccolta di tale tipologia di rifiuto è espressamente prevista nel regolamento comunale;

f.3.3 il rifiuto è conferito presso i Centri di Raccolta comunali, presidiati ed allestiti per il raggruppamento delle varie frazioni omogenee di rifiuti urbani conferite dalle utenze domestiche, realizzati e gestiti ai sensi del DM Ambiente 08 aprile 2008 recante “Disciplina dei centri di raccolta dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato - Articolo 183, comma 1, lettera cc) del D. Lgs. 152/2006”;

f.3.4 il rifiuto raccolto è classificato con il codice CER 170904 - rifiuti misti dell’attività di costruzione e demolizione diversi da quelli di cui alle voci 170901, 170902 e 170903, ovvero, con codice CER 170107 - miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche diverse da quelle di cui alla voce 170106;

f.3.5 la tipologia del materiale è costituita da intonaci, laterizi, accessori bagno, rivestimenti ceramici, pavimenti in cotto, marmi, cemento etc.; * Rifiuto pericoloso.

f.3.6 il rifiuto conferito presso la stazione ecologica viene registrato su un registro cartaceo e/o informatizzato, che deve essere reso accessibile per eventuali controlli, dal quale si deve evincere: il nome, il cognome, l’indirizzo e il Comune di residenza del soggetto conferente, la quantità depositata;

f.3.7 il rifiuto è avviato ad impianti di recupero autorizzati ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. contribuiscono alla determinazione della percentuale di R.D. per una quantità massima di 10 kg per abitante per anno, mentre le quantità eccedenti sono escluse dal calcolo della percentuale di R.D. solo se avviare a recupero.

contribuiscono alla determinazione della percentuale di R.D. per una quantità massima di 10 kg per abitante per anno, mentre le quantità eccedenti sono escluse dal calcolo della percentuale di R.D. solo se avviare a recupero.

 

3.1 RD
Gruppo dei CER che concorrono alla formazione della quota di Raccolta Differenziata se avviati esclusivamente a recupero di materia:

150101 imballaggi in carta e cartone
150102 imballaggi in plastica
150103 imballaggi in legno
150104 imballaggi metallici
150105 imballaggi in materiali compositi
150106 imballaggi in materiali misti 1
150107 imballaggi in vetro
160103 pneumatici fuori uso2
170107 miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 062
170904 rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 032
200101 carta e cartone
200102 vetro
200108 rifiuti biodegradabili di cucine e mense
200138 legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
200139 plastica
200140 metallo
200199 altre frazioni non specificate altrimenti
200201 rifiuti biodegradabili
200302 rifiuti dei mercati
200303 residui della pulizia stradale1
200307 rifiuti ingombranti

 

3.2 RD
Gruppo dei CER provenienti da raccolte selettive che per la propria particolare valenza ambientale concorrono alla formazione della quota di Raccolta Differenziata sia se avviati a recupero di materia che a termocombustione/termodistruzione con recupero di energia:

080318 toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 080317*
130205 scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione non clorurati
130206 scarti di olio sintetico per motori, ingranaggi e lubrificazione
130207 olio per motori, ingranaggi e lubrificazione facilmente biodegradabile
130208 altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione
150109 imballaggi in materia tessile
150110* imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
150111* imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti
160215 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche)
160216 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15* (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche)
160505 gas in contenitori a pressione (limitatamente ad estintori ed aerosol ad uso domestico)
160601* batterie al piombo
160602* batterie al nichel-cadmio
160603* batterie contenenti mercurio
160107 filtri per l’olio
200110 abbigliamento
200111 prodotti tessili
200121* tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio
200123* apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi
200125 oli e grassi commestibili
200126* oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 25
200127* vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose
200128 vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce 20 01 27
200131* medicinali citotossici e citostatici
200132 medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31
200133* batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie
200134 batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33
200135* apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolosi
200136 apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35
200137* legno, contenente sostanze pericolose
200141 rifiuti prodotti dalla pulizia di camini (solo se provenienti da utenze domestiche)

 

3.3 AC
Autocompostaggio
La formula per calcolare la quantità di rifiuti destinati all’autocompostaggio è la seguente:
AC = n. abitanti aderente alla pratica dell’autocompostaggio x kg 0,250 x n. giorni
Per ogni cittadino che abbia sottoscritto la convenzione con il Comune e che effettivamente aderisce a tale pratica, viene assunto un valore medio giornaliero di rifiuto organico pari a Kg. 0,250.
Trattandosi di una riduzione alla fonte, la quantità di AC non concorre alla formazione del totale utile al calcolo della produzione pro-capite.
La quantità di AC è valutabile soltanto se sussistono i seguenti requisiti:

a. il Comune provvede, direttamente o indirettamente, alla raccolta dei rifiuti senza l’ausilio di cassonetti stradali per la frazione di rifiuti indifferenziati;

b. il Comune predispone un regolamento comunale per la riscossione della tassa/tariffa che prevede uno schema di convenzione, tra il Cittadino ed il Comune;

c. nella convenzione tra il Cittadino ed il Comune deve essere chiaramente esplicitato:

c.1 cognome, nome, codice fiscale, indirizzo completo, almeno un recapito scelto tra e- mail, telefono fisso o contatto Ms-Messenger del Cittadino che sottoscrive la convenzione;

c.2 luogo di ubicazione dell’attività di compostaggio, ove non esista la possibilità di indicare il numero civico, sarà necessario indicare le coordinate geografiche;

c.3 impegno assunto dal Cittadino a non conferire al sistema di raccolta comunale la frazione umida (CER 200108), mentre il Comune nomina un responsabile del controllo delle attività di compostaggio;

c.4 sottoscrizione di una liberatoria che consente il trattamento dei dati personali del Cittadino che si rende disponibile, oltre che ai controlli predisposti dal Comune, anche ad eventuali controlli e/o interviste che l’Osservatorio Regionale dei Rifiuti potrà disporre con qualunque tecnologia ma non attraverso terzi;

c.5 applicazione al Cittadino di una tassa/tariffa adeguata al minore conferimento di rifiuti soldi urbani.

d. il responsabile nominato dal Comune provvede, entro la fine di ogni mese, a trasmettere all’Osservatorio Regionale dei Rifiuti un file di testo contenente le informazioni relative al mese precedente. Tale file deve essere redatto secondo le modalità di seguito descritte, ovvero avvalendosi dell’apposito software predisposto dall’Osservatorio Regionale dei Rifiuti. Il responsabile provvede, inoltre, a comunicare il numero dei controlli effettuati sui luoghi adibiti all’autocompostaggio. Il numero minimo di controlli è stabilito nella misura del 5% delle ubicazioni dell’attività di autocompostaggio attive nell’anno solare.

e. Il file di testo denominato AC_DenominazioneDelComune_AAAA_MM.txt ( per esempio: AC_CastellammarediStabia_2013_01.txt ) deve essere inviato all’O.R.R. tramite l’apposita sezione del portale http://orr.regione.campania.it, che sarà all’uopo predisposta dal personale del Settore competente.

 

4. Formazione della quota Rifiuti Totali (RT)
Al fine della corretta applicazione del metodo standard per il calcolo della raccolta differenziata, nella quota di Rifiuti urbani Totale (RT), oltre alla frazione RD sono conteggiate come rifiuti urbani prodotti le seguenti tipologie di rifiuti:

- rifiuti raccolti in modo indifferenziato classificati con il codice CER 200301;
- rifiuti ingombranti inviati a smaltimento;
- scarto e sovvallo di rifiuti da raccolta multimateriale inviata a recupero e non effettivamente recuperata;
- spazzamento stradale inviato a smaltimento;
- scarto e sovvallo di rifiuti da spazzamento stradale inviato a recupero e non effettivamente recuperato;
- raccolte differenziate eventualmente inviate a smaltimento;
- i rifiuti provenienti da esumazioni ed estumulazioni, nonché gli altri rifiuti provenienti da attività cimiteriale;
- i rifiuti della pulizia delle spiagge marittime e lacuali e delle rive dei corsi d’acqua;
- altri scarti e sovvalli da raccolta differenziata.

 

4.1 Ri
CER Rifiuti Indifferenziati:

200301 rifiuti urbani non differenziati
150106 imballaggi in materiali misti (per le quantità di scarto o sovvallo)
200203 altri rifiuti non biodegradabili
200303 residui della pulizia stradale (per le quantità di scarto o sovvallo)

 

4.2 Ri
Gruppo dei CER che concorrono alla formazione della quota di Rifiuti Indifferenziati quando non avviati a recupero di materia:

150101 imballaggi in carta e cartone
150102 imballaggi in plastica
150103 imballaggi in legno
150104 imballaggi metallici
150105 imballaggi in materiali compositi
150106 imballaggi in materiali misti
150107 imballaggi in vetro
160103 pneumatici fuori uso
170107 miscugli o scorie di cemento, mattoni, mattonelle e ceramiche, diverse da quelle di cui alla voce 17 01 06
170904 rifiuti misti dell'attività di costruzione e demolizione, diversi da quelli di cui alle voci 17 09 01, 17 09 02 e 17 09 03
200101 carta e cartone
200102 vetro
200108 rifiuti biodegradabili di cucine e mense
200138 legno, diverso da quello di cui alla voce 20 01 37
200139 plastica
200140 metallo
200199 altre frazioni non specificate altrimenti
200201 rifiuti biodegradabili
200302 rifiuti dei mercati
200303 residui della pulizia stradale
200307 rifiuti ingombranti

 

4.3 Ri
Gruppo dei CER che concorrono alla formazione della quota di Rifiuti Indifferenziati quando non avviati a recupero di materia, o a termocombustione/termodistruzione con recupero di energia:

080318 toner per stampa esauriti diversi da quelli di cui alla voce 080317*
130205 scarti di olio minerale per motori, ingranaggi e lubrificazione non clorurati
130206 scarti di olio sintetico per motori, ingranaggi e lubrificazione
130207 olio per motori, ingranaggi e lubrificazione facilmente biodegradabile
130208 altri oli per motori, ingranaggi e lubrificazione
150109 imballaggi in materia tessile
150110* imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose o contaminati da tali sostanze
150111* imballaggi metallici contenenti matrici solide porose pericolose (ad esempio amianto), compresi i contenitori a pressione vuoti
160215 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche)
160216 componenti rimossi da apparecchiature fuori uso diversi da quelli di cui alla voce 16 02 15* (limitatamente ai toner e cartucce di stampa provenienti da utenze domestiche)
160505 gas in contenitori a pressione (limitatamente ad estintori ed aerosol ad uso domestico)
160601* batterie al piombo
160602* batterie al nichel-cadmio
160603* batterie contenenti mercurio
160107 filtri per l’olio
200110 abbigliamento
200111 prodotti tessili
200121* tubi fluorescenti ed altri rifiuti contenenti mercurio
200123* apparecchiature fuori uso contenenti clorofluorocarburi
200125 oli e grassi commestibili
200126* oli e grassi diversi da quelli di cui alla voce 20 01 25
200127* vernici, inchiostri, adesivi e resine contenenti sostanze pericolose
200128 vernici, inchiostri, adesivi e resine diversi da quelli di cui alla voce 20 01 27
200131* medicinali citotossici e citostatici
200132 medicinali diversi da quelli di cui alla voce 20 01 31
200133* batterie e accumulatori di cui alle voci 16 06 01, 16 06 02 e 16 06 03 nonché batterie e accumulatori non suddivisi contenenti tali batterie
200134 batterie e accumulatori diversi da quelli di cui alla voce 20 01 33
200135* apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alla voce 20 01 21 e 20 01 23, contenenti componenti pericolosi
200136 apparecchiature elettriche ed elettroniche fuori uso, diverse da quelle di cui alle voci 20 01 21, 20 01 23 e 20 01 35
200137* legno, contenente sostanze pericolose
200141 rifiuti prodotti dalla pulizia di camini (solo se provenienti da utenze domestiche)

 

5. Formula per il calcolo della percentuale di R.D.
Per quanto sopra la nuova formula per il calcolo della percentuale di Raccolta Differenziata è la seguente:


% di Raccolta Differenziata = ( RD + AC ) / ( RT + AC ) X 100


che si esplicita in:
..........................................Σ { Rd( 1 ) , Rd ( 2 ) , AC }

% R.D. = ------------------------------------------------------------------------------ X 100
................Σ { Rd( 1 ) , Rd( 2 ) , AC , Ri( 1 ) , Ri( 2 ) , Ri( 3 ) }

 

Poiché la quota di rifiuto Autocompostato non viene mai conferita al sistema di raccolta, essa è esclusa dal calcolo della produzione pro-capite ( Ppc ) che si esplicita in:



....................Σ { Rd( 1 ) , Rd( 2 ) , Ri( 1 ) , Ri( 2 ) , Ri( 3 ) }
( Ppc ) =   --------------------------------------------------------------------------------
......................................n. abitanti x tempo

Dove:

- n. abitanti, si riferisce al numero di residenti del Comune (fonte ISTAT) al primo gennaio dell’anno in esame;
- tempo, assume il valore del numero di giorni dell’anno in esame (365 o 366) per la Ppc giornaliera, il numero dei giorni del mese in esame (da 28 a 31) per la Ppc mensile, 1 per la Ppc annuale.


imballaggi in materiali compositi
Giovedì, 09 Agosto 2012 08:58

Brusciano: Regolamento Centro di raccolta

Centro di Raccolta - Comune di Brusciano

REGOLAMENTO

ART. 1
DEFINIZIONI E SCOPI

Il Centro di Raccolta rifiuti differenziati è un’area recintata, custodita ed aperta ad orari prestabiliti dove gli utenti (o i soggetti), meglio specificato all’art. 3, possono conferire diversi tipi di rifiuti “ URBANI O ASSIMILATI”. E’ realizzato per favorire la raccolta differenziata ed il riciclo dei materiali recuperabili e proteggere così l’ambiente e la qualità della vita. Il centro di raccolta rifiuti differenziati “ non è una discarica, ma l’esatto contrario”. Infatti è da qui che riparte un ciclo che permetterà al rifiuto di essere “pienamente riutilizzabile”.

ART. 2
MODALITA’ D’ UTILIZZO

Le modalità d’utilizzo per la funzione del Centro di raccolta rifiuti differenziati è finalizzata alla razionalizzazione e alla massimizzazione della raccolta differenziata (R.D.) dei rifiuti e assimilati e deve essere condotta nel rispetto dei seguenti principi:
a) R.D. delle frazioni di rifiuto suscettibili di riciclaggio, recupero e/o riutilizzo;
b) R.D. dei rifiuti urbani pericolosi ( rifiuti assimilati agli urbani);
c) Efficienza nella erogazione alla cittadinanza del servizio, nonché dell’espletamento dello stesso nel più ampio rispetto dell’ambiente.

ART. 3
ACCESSO AL CENTRO DI RACCOLTA

I soggetti autorizzati al conferimento di rifiuti presso l’Area di Conferimento sono:
a) (Utenze Domestiche) privati cittadini residenti e non, nel Comune di Brusciano iscritti al ruolo T.A.R.S.U.;
b) (Utenze non Domestiche) titolari di attività commerciali ubicate sul territorio, iscritti a ruolo T.A.R.S.U. del Comune di Brusciano.
Altri soggetti, diversi da quelli sopraindicati, quali Enti, Società o aziende, se non iscritti a ruolo T.A.R.S.U. del Comune di Brusciano, possono conferire i rifiuti provenienti dallo scarto inerente lo svolgimento delle proprie attività svolte sul territorio del Comune di Brusciano solo previa autorizzazione e sottoscrizione di accordo/ convenzione con il Comune di Brusciano nelle modalità e quantità descritte nel sopracitato accordo o convenzione. Al momento del conferimento dei rifiuti i soggetti sopraindicati saranno registrati, nel rispetto della privacy, a cura del personale addetto, ai fini statistici, di controllo e di quantità per l’eventuale attivazione di iniziative di incentivazione della raccolta differenziata.

ART. 4
QUANTITA’ CONFERIBILE

Al fine di consentire il corretto funzionamento del Centro di Raccolta, i materiali conferiti saranno accettati compatibilmente con la capacità di ricezione dell’area di Conferimento.

ART. 5
ORARI DI APERTURA

Il Centro di Raccolta è un’area recintata e custodita con specifici orari di apertura e chiusura. L’accesso al centro di raccolta è consentito ai soggetti elencati al precedente art. 3 che devono conferire la tipologia di rifiuti ammessa. Il centro di raccolta è funzionante nei soli giorni feriali, compreso il sabato, ed osserverà il seguente orario di apertura: dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.30 alle ore 13.00. Sabato dalle ore 7.30 alle ore 12.30. Il Comune di Brusciano può modificare i predetti orari rendendoli maggiormente confacenti alle esigenze del servizio e dell’utenza con apposito provvedimento. In collaborazione con il personale di servizio presso il Centro di raccolta i rifiuti devono essere opportunamente separati, conferiti negli appositi contenitori di raccolta con ordine e senza creare intralcio e disagi ad altri cittadini conferitori.

ART. 6
RIFIUTI AMMESSI AL CENTRO DI RACCOLTA

Nel Centro di raccolta possono essere conferiti i seguenti rifiuti oggetto di raccolta differenziata, trasportati direttamente dagli utenti negli appositi spazi o containers :
1) materassi, poltrone, sedie, divani, tavoli, mobili, moquette, linoleum ecc. (rifiuti ingombranti in genere);
2) televisori, frigoriferi, lavatrici, personal computer ed elettrodomestici in genere denominati “ beni durevoli”, (non sono ammessi, banchi frigo e frigoriferi che abbiano dimensioni superiori ad un normale frigorifero di dimensioni : H 1,70, L 0,80, P 0.80)
3) sfalcio di potature quali rami, potature, erba e foglie provenienti dalle utenze domestiche e condominiali, derivanti dall’ordinaria manutenzione del giardino;
4) carta e cartone;
5) vetro e alluminio;
6) plastica ed imballaggi in plastica;
7) materiale ferroso, metalli vari;
8) pile esauste;
9) batterie esauste provenienti dalle sole utenze domestiche; le stesse dovranno essere conferite integre al fine di evitare la dispersione di acidi contenuti al loro interno, e possono essere conferite in n° 2 batterie per 1 volta all’anno;
10) toner esausti provenienti dalle sole utenze domestiche; gli stessi dovranno essere conferiti integri per evitare la dispersione dei residui di toner contenuti all’interno;
11) oli vegetali esausti, privi di residui di cibo;
12) vernici provenienti dalle sole utenze domestiche e non superiori a kg. 25 per n° 2 volte all’anno;
13) ceramiche e scarti di cemento, quali: gesso, vasi in cemento, terracotta, sassi, lavandini, ed altri sanitari in ceramica, per le sole utenze domestiche ed in quantità limitate per un peso non superiore a kg 100 e/o 0,50 mc non contenenti materiali inquinanti o pericolosi. Non sono ammessi scarichi di demolizioni che eccedono il quantitativo di cui sopra i quali dovranno essere conferiti negli appositi impianti di frantumazione e recupero;
14) legno;
15) abiti usati;
16) pneumatici, provenienti dalle sole utenze domestiche ( gli stessi devono essere conferiti privi dei cerchi in ferro);
17) pannoloni provenienti da utenze domestiche inabili;
18) medicinali e/o farmaci scaduti;

ART. 7
MODALITA’ DI GESTIONE DEI RIFIUTI

La gestione dei rifiuti deve seguire le procedure operative di seguito indicate:
a) vengono accettati solo i rifiuti riportati nell’elenco di cui all’art. 6;
b) non sono ammessi rifiuti pericolosi provenienti da attività artigianali e industriali in quanto residui dell’attività stessa ( ad esempio: vernici, inchiostri, rifiuti chimici di laboratori ecc.);
c) non sono ammessi rifiuti non assimilati ( ad esempio: rottami ferrosi da demolizioni industriali);
d) i rifiuti saranno presi in consegna dagli Operatori del servizio che provvederanno a conferirli negli appositi contenitori scarrabili o cassonetti, secondo le varie tipologie;
e) i rifiuti, ove possibile, dovranno essere compatti al fine di ridurre al minimo l’ingombro;
f) prima del conferimento dei rifiuti saranno espletate le procedure di accettazione degli utenti, dei rifiuti e le eventuali relative pesature.

ART. 8
DIVIETI

Nel Centro di raccolta è vietato:
a) L’accesso al di fuori degli orari di apertura indicati, eccetto i mezzi ed alle persone autorizzate dagli uffici Comunali competenti;
b) Asportare o movimentare materiale di qualsiasi tipo precedentemente conferito;
c) Conferire, rifiuti e materiali diversi a quelli indicati dal Comune di Brusciano attraverso il presente regolamento;
d) L’accesso ai contenitori ed ai luoghi di stoccaggio senza la debita autorizzazione degli Operatori in servizio;
e) Il deposito di qualsiasi materiale all’esterno dell’area di pertinenza del Centro di raccolta;
f) Ogni forma di commercio e/o permuta.

ART. 9
GESTIONE DEL SERVIZIO

Gli Operatori addetti al servizio sono tenuti a collaborare con l’utenza alle operazioni di conferimento. Gli Operatori addetti al servizio devono garantire il rispetto di tutte le norme previste nel presente
regolamento e pertanto, devono:
a) verificare i requisiti di accesso per il conferimento dei rifiuti, descritti al precedente art. 3;
b) effettuare un accurato controllo visivo dei carichi ai fini dell’ammissione al conferimento;
c) annotare nell’apposito registro di carico e scarico e relativo software, le generalità dell’utenza domestica e non, che conferisce i rifiuti, nonché la tipologia dello stesso;
d) negare l’assenso allo scarico per i rifiuti che non rientrano tra le tipologie ammesse;
e) regolare l’accesso dei veicoli dell’utenza;
f) procedere alla eventuale pesatura dei rifiuti conferiti;
g) rilasciare su richiesta, all’utente. ad avvenuto conferimento del rifiuto, idonea attestazione riportante la data del conferimento, l’eventuale quantità e tipologia del rifiuto conferito,
h) segnalare agli uffici Comunali competenti ogni e qualsiasi disfunzione venga rilevata, sia essa riferita alle strutture, attrezzature, contenitori, organizzazione e funzionalità del servizio.
Il personale e/o i soggetti affidatari del Centro di raccolta impegnato nell’espletamento del servizio, a cura, onere e responsabilità del Comune, dovrà essere sottoposto a tutte le misure di cautela per l’igiene, la sicurezza, la protezione, la prevenzione dei rischi e delle malattie professionali sul lavoro. I dipendenti, dovranno indossare, durante l’orario di lavoro la divisa fornita dal Gestore, mantenuta pulita ed in perfetto ordine, a cui dovrà essere apposto il tesserino con le generalità dell’operatore, nonché essere dotati dei dispositivi di normative di igiene e antinfortunistiche. Nei rapporti con gli utenti, i dipendenti addetti, dovranno garantire cortesia, tempestività ed efficacia.

ART. 10
INCENTIVI

L’amministrazione Comunale, dopo il primo anno di attività, potrà prevedere, con atto di Consiglio e/o Giunta Comunale, un sistema di premialità per i cittadini che conferiranno i propri rifiuti presso il centro di raccolta.

ART. 11
MODALITA’ DI SMALTIMENTO

Tutti i materiali raccolti dovranno essere smaltiti secondo le seguenti modalità:
a) dovranno essere trasferiti e smaltiti da ditte regolarmente autorizzate e con le modalità previste dalle vigenti normative;
b) tutti i carichi dovranno essere accompagnati dal “ formulario rifiuti”;
c) in ogni forma di smaltimento si dovrà tendere al recupero dei materiali o energia secondo logiche che non creino danni all’ambiente.

ART. 12
NORME PER LA PULIZIA DELL’AEREA

L’area del centro di raccolta dovrà essere pulita da oggetti taglienti e materiali pericolosi e nessun tipo di sostanza dovrà rimanere al di fuori degli spazi appositi. Le operazioni di pulizia dovranno
essere effettuate dal personale proposto alla vigilanza del Centro di Raccolta e rifiuti differenziati.

ART. 13
NORME PER LA PREVENZIONE DI INCIDENTI

Durante le operazioni di conferimento non potranno essere abbandonati dal personale addetto e dagli utenti tutti, gli oggetti taglienti o comunque materiali pericolosi per l’incolumità pubblica, fuori da eventuali contenitori che ne garantiscono lo stoccaggio in sicurezza.

ART. 14
DIVIETI E SANZIONI

E’ fatto espresso divieto di:
a) arrecare danni alle strutture, attrezzature, contenitori e quant’altro presente nella Piattaforma Ecologica Attrezzata ;
b) effettuare qualsiasi forma di cernita del materiale conferito salvo che da parte del personale autorizzato;
c) abbandonare qualsiasi tipologia e quantità di materiali fuori dai contenitori / cassonetti e siti preposti allo smaltimento della Piattaforma Ecologica Attrezzata;
d) introdurre tipologie di materiali in contenitori e/o cassonetti adibiti alla raccolta di altre tipologie di materiali;
e) occultare, all’interno di altri materiali, rifiuti e materiali non ammessi;
f) accedere alla Piattaforma al di fuori dei giorni e degli orari di apertura al pubblico, salvo espressa autorizzazione Comunale;
g) depositare i sacchi previsti dalla raccolta porta a porta ;
h) non possono essere effettuati all’interno del Centro trattamenti sui rifiuti, ancorchè minimali di selezione, disassemblaggio o adeguamento volumetrico. I presenti divieti sono riferiti sia agli utenti sia al personale.
Le violazioni a quanto prescritto dal presente Regolamento sono punite, fatte salve le responsabilità civili e penali, nonché l’applicazione delle altre sanzioni dirette ad accessorie previste dal Titolo V Capo I° del D. Lsg. n° 152/2006 e s.m.i, in particolare si precisa che:
- costituisce aggravante il fatto che il trasgressore abbia violato i divieti di cui ai punti a e b del presente articolo, introducendosi abusivamente nell’area del Centro di raccolta durante l’orario di chiusura;
- la violazione dei divieti di cui ai punti c e d del presente articolo – fermo restando l’addebito delle spese di bonifica ove necessaria – è considerata abbandono di rifiuti e quindi punito, con le seguenti sanzioni amministrative :
- da € 25,82 a € 154,94 ; se trattasi di rifiuti non ingombranti e non pericolosi;
- da € 103,29 a € 619,75; se trattasi di rifiuti ingombranti pericolosi.
A norma del D. Lsg. n° 152/2006 e s.m.i., il trasgressore è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio al recupero o allo smaltimento dei rifiuti ed al ripristino dello stato dei luoghi. Il Sindaco dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere, decorso il quale procede all’esecuzione in danno dei soggetti obbligati ed al recupero delle somme anticipate.

ART. 15
NORMA TRANSITORIA

Le precedenti norme hanno carattere sperimentale al fine di verificare la congruità e la funzionalità dei criteri di accesso e di funzionamento del suddetto Centro di Raccolta.
L’Amministrazione Comunale si riserva di apportare modifiche al presente regolamento, alla luce dei risultati ottenuti e di eventuali problemi evidenziati durante il corso della gestione della stessa e/o all’emanazione di nuove normative legislative.

Martedì, 19 Giugno 2012 08:18

Comuni Ricicloni 2012

L'ottava edizione "Comuni Ricicloni" di Legambiente Campania Onlus si terrà nel mese di novembre 2012 a Napoli.

Per partecipare basta che il Comune invii il file che spedisce ogni mese all'OPR di competenza. Chi aderisce a MySIR partecipa automaticamente anche a ComuniRicicloni, con gli stessi dati.

Sul file da predisporre e sulla tempistica puo' leggere Il Dec. 5723 del 14/11/2008 come modificata dal DGR 143 del 12 Aprile 2011 e in ultimo la Delibera 384 del 31 luglio 2012 " Metodo per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani - Revoca DGR 143 del 12 Aprile 2011 - Modifica della DGR 638 del 3 Aprile 2009".

Il gruppo di Comuni Ricicloni ha stabilito che il requisito indispensabile per poter partecipare all’edizione 2012 è costituito dall’evidenza che il Comune, in tema di rifiuti, sia conforme alle leggi vigenti.

Esempio di dati da inviare:

  1. Il nome del Produttore del rifiuto

  2. Il codice fiscale

  3. Numero di formulario o bolla

  4. CER (codice europeo del rifiuto)

  5. Il nome del destinatario

  6. Codice fiscale del destinatario

  7. Comune dove ha sede l'impianto

  8. Indirizzo del destinatario

  9. Il nome del trasportatore

  10. Codice fiscale del trasportatore

  11. kg di rifiuti conferiti

  12. codice di recupero (R1, R2, ... R14)

  13. codice di smaltimento (D1, D2, D3, ...D15)

  14. data emissione formulario

  15. data inizio trasporto

  16. data fine trasporto

PS: questi sono i dati che gli OPR inviano alla Regione, i comuni possono richiedere al loro Osservatorio l'attivazione del servizio.

o Comuni Ricicloni ha stabilito, infatti, che il requisito indispensabile per poter partecipare all’edizione 2011, come per la passata edizione, è costituito dall’evidenza che il comune in tema di rifiuti sia conforme alle leggi vigenti.


A tale scopo, quindi, è stata richiesta a tutti i 551 comuni campani copia del MUD.
Con il termine MUD (Modello Unico di Dichiarazione ambientale istituito con la Legge n. 70/1994) si indica la dichiarazione da inoltrare normalmente entro il 30 aprile di ogni anno alle Camere di Commercio di competenza.
Per l’anno 2011 (produzione rifiuti anno 2010) il termine ultimo per la presentazione è rimasto quello normativo 30 aprile.
La scelta fatta di utilizzare i MUD ci permette di avere un confronto a livello nazionale e di affermare che tutte le classifiche e le statistiche hanno un ottimo grado di accuratezza ma ha determina, purtroppo, una copertura parziale dei 551 comuni campani causa dalla mancata comunicazione del MUD da parte di alcuni comuni.

Tutti i dati sono estratti dalle dichiarazione dei Comuni analizzando le sezioni che essi sono tenuti a compilare: la sezione RU (relativa ai rifiuti urbani) e quella CG (relativa ai costi del sistema di gestione dei rifiuti),  la sezione RIF (relativa esclusivamente ai rifiuti speciali) non deve essere compilata.
Di seguito si riporta la semplice formula aritmetica utilizzata per calcolare la percentuale di raccolta differenziata:

RD x 100
------------- = % di raccolta differenziata
(RI+RD)


RD = somma dei quantitativi dei rifiuti urbani raccolti all’origine in modo separato rispetto agli altri rifiuti urbani e raggruppati in frazioni merceologiche omogenee.
RI = somma dei quantitativi dei rifiuti urbani raccolti in modo indifferenziato


Per il CER 15.01.06 (detto Multimateriale) è applicata una decurtazione del 15% che viene destinato a indifferenziato.

Per gli inerti, 17.01.07 e 17.09.04, viene applicato il controllo dei 5 kg pro-capite: se la somma dei rifiuti dovuta ai due codici 17 è minore o uguale al pro-capite (5 kg) per il numero degli abitanti tutto il quantitativo viene computato nella parte differenziata. Se il valore ottenuto è superiore la parte eccedente viene computata alla quota indifferenziata.
Per l’elenco dei CER si è fatto riferimento all’allegato 3 del Dec. 5723 del 14 novembre 2008 “Metodo standard di certificazione delle percentuali di raccolta differenziata dei rifiuti urbani della regione Campania”. Si deve tenere in considerazione che nel MUD non viene indicata l’attività che viene svolta sul Rifiuto, “Recupero” o “Smaltimento”, per cui gli stessi vengono classificati come Differenziato o Indifferenziato solo in base alla loro origine. Ciò comporta che i valori di percentuale diffusi da “Comuni Ricicloni” potranno differire da altri in funzione del cambiamento della base di dati e dell’effettivo avvio a recupero o a smaltimento dei rifiuti.


Altra importante novità dell’edizione 2010 è la rappresentazione grafica georeferenziata dei dati sul portale web comuniricicloni.it, visualizzabili attraverso l’utilizzo di Google Maps. Divulgare, infatti, i dati di produzione dei rifiuti utilizzando uno strumento semplice, immediato e conosciuto da tutti quelli che utilizzano il web ci è sembrato un modo trasparente per comunicare.


La trasparenza dei dati e la fruibilità degli stessi da parte di chiunque che, nel mondo abbia un collegamento ad internet, rispecchia infatti i contenuti e la logica presente nella Direttiva del Parlamento Europeo INSPIRE.


L’uso di questa metodologia, tuttavia, non è stata una scelta dell’ultimo anno ma deriva da altri studi e lavori effettuati in passato da Microambiente Srl. Grazie ad una collaborazione con il CONAI e la Provincia di Napoli nata 6 anni fa e che ha portato alla creazione del SIR (Sistema Informativo Rifiuti utilizzato dagli OPR di Napoli e Salerno per trasmettere i dati all’Osservatorio Regionale) è stata sviluppata negli anni questa nuova metodica di comunicazione.
Nel portale dell’edizione 2011 di Comuni Ricicloni sono visualizzabili diverse mappe contenenti i dati sulla gestione dei rifiuti dei 551 comuni campani e una serie di tabelle riportanti le classifiche.


Interrogando le mappe è possibile sapere immediatamente e semplicemente (è stata utilizzata, infatti, una scala di colori rappresentativa dell’indicatore prescelto) le percentuali di raccolta differenziata dei comuni e i quantitativi procapite raccolti.
Visualizzando le tabelle è, inoltre, possibile sapere per le principali tipologie di rifiuto prodotto la graduatoria dei comuni.
In ultimo, abbiamo pensato di raffrontare (utilizzando grafici idonei) i dati degli ultimi tre anni in modo da poter facilmente individuare i progressi fatti dei comuni relativamente alla raccolta differenziata.


Tutte le considerazioni fin qui fatte ci fanno ritenere che l’utilizzo di questo sistema di comunicazione innovativo è un valido strumento per effettuare tutte le analisi necessarie ad una corretta gestione dei rifiuti.


Il sistema, infatti, fornisce un set di informazioni consultabili e utilizzabili liberamente da chi vi accede agevolando le attività di definizione degli obiettivi e di pianificazione territoriale relativa alla gestione dei rifiuti (quali ad esempio la definizione dei servizi di raccolta e trasporto e del fabbisogno impiantistico territoriale), permettendo un attento monitoraggio dell’andamento delle produzioni e del raggiungimento degli obiettivi fissati e favorendo gli interventi correttivi per il raggiungimento dei risultati.


Il nostro auspicio è quello che nelle prossime edizioni i comuni che decideranno di aderire siano sempre di più e, soprattutto, i dati che visualizzeremo saranno ancora migliori fornendo un quadro più positivo della nostra regione.

Sabato, 05 Maggio 2012 15:47

Centri di Raccolta del Comune di Acerra

Il Comune di Acerra ha iniziato la raccolta differenziata dei rifiuti con il sistema del “porta a porta” nel mese di maggio 2011 e l’ha estesa all’intero territorio comunale nel mese di dicembre 2011 raggiungendo un valore di percentuale di raccolta differenziata superiore al 60%.